Puntata 208 – La Bottega Veneta delle Arti | Il nuovo libro di Giuseppe Festa: ‘Una trappola d’aria’

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04:41La Bottega Veneta delle Arti 23:39Il nuovo libro di Giuseppe Festa: ‘Una trappola d’aria’

Oggi parleremo di Arte.

La prima arte che andremo a conoscere oggi è quella della lavorazione del legno e lo faremo con l’amico Mauro Lampo della Bottega Veneta delle Arti che assieme al mitico gufo Icaro ci racconterà la sua passione, la sua attività, il suo amore per la montagna.

Sul suo sito scrive:

Fin da bambino il Legno è stato il mio gioco preferito, col quale ho costruito un mondo fantastico intorno a me, la soffitta del nonno colma di attrezzi è stata il mio primo laboratorio.

Poi:

Poi è nato l’amore per quelle montagne, le Dolomiti.​

Pomeriggi a pescare le trote nel torrente Boite con il papà Carlo, prati fioriti, boschi che cambiano ad ogni stagione e proprio sopra a loro le grigie pareti di roccia che ben presto diventarono un richiamo. Salire sulla cima di una montagna eleva l’animo umano, avvicina l’orizzonte ti fa sentire piccolo di fronte al Creato. Se poi ti capita di bivaccare in cima al monte Pelmo in una notte stellata allora ti senti parte di tutto questo e ringrazi Dio di averci creato.

La Montagna è Natura e la Natura è maestra severa, non conosce lo scherzo, si approccia con preparazione e rispetto.

E ancora:

Montagna è spesso sinonimo di luogo isolato, l’isolamento produce differenze e la differenza è la base del confronto. Dal confronto scaturisce per difetto l’Identità. Mi ritengo fortunato ad essere nato nella Valle del Boite, tra il monte Pelmo e l’Antelao, nato in casa con l’Ostetrica come si usava a quel tempo, di aver frequentato dall’asilo al Liceo andando a scuola a piedi col panino di mamma per merenda.

Proseguiremo poi parlando con Giuseppe Festa, del suo ultimo libro ‘Una trappola d’aria’ edito per i tipi di Longanesi.
Giuseppe, naturalista, scrittore e voce solista del gruppo dei Lingalad affronta un romanzo dalle sfumature crime:

La natura non può vendicarsi. Ma qualcuno può farlo al suo posto. Qualcuno di inarrestabile.

Isole Lofoten, Norvegia, 1995. Marcus Morgen ha una pistola in mano. È ora di farla finita. In fondo, che cosa gli è rimasto? Ha perso sua madre troppo presto. Ha perso l’amore della sua vita. Ha perso una gamba e nello stesso incidente ha perso anche il suo amato lavoro di ispettore della polizia criminale di Oslo. Lì, in quell’arcipelago remoto, tra montagne antiche e fiordi artici, Marcus non ha nessun obiettivo, nessuna piccola speranza che lo convinca a vivere un solo giorno in più. Sta per premere il grilletto quando Ailo, collega e amico, irrompe in casa sua: c’è stato un omicidio e le modalità con cui è stato commesso sono tanto inusuali quanto crudeli. La mente brillante di Marcus si rimette in moto. E presto l’intuito gli suggerisce che quella morte non è un caso isolato. Che quella è soltanto la prima vittima. Ma non appena la sua ipotesi trova conferma e nelle isole avvengono nuovi omicidi, comprende di dover dare la caccia non a un semplice assassino seriale, bensì a un autentico enigma vivente. Un latore di morte che sembra emanazione della natura selvaggia. E che giustizia chi la ferisce. Per identificare e fermare quelle mani assassine, Marcus ha bisogno di qualcuno che conosca l’arcipelago alla perfezione: Valentina Santi, ricercatrice italiana esperta di animali marini che si trova sulle Lofoten per studiare le balene. Tuttavia, per porre fine alla scia di sangue, non basta seguire degli indizi. Marcus e Valentina devono fare i conti con il proprio passato e soprattutto con quello di un assassino che è stato anche una vittima, un predestinato del male.

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