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Puntata 122 – Cerreto Alpi e la sua rinascita | La storia dei Belfortissimi

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Dagli Appennini agli… Appennini almeno per questa puntata del nostro podcast, dove prima conosceremo i Belfortissimi, cinque ragazzi ed una Joëlette. Loro sono amici da molto tempo e hanno deciso di compiere un cammino tutti assieme fino a Santiago di Compostela in Spagna.

L’impresa, compiuta quest’estate, ci viene spiegata e raccontata dai ragazzi ai nostri microfoni.

Risaliremo poi la dorsale appenninica fino alla provincia di Reggio Emilia dove incontreremo un piccolo, quasi sconosciuto (ormai non più…) borgo di nome Cerreto Alpi.
Questo paese ha dato i natali a Giovanni Lindo Ferratti leader del gruppo musicale CCCP poi CSI che ora vi vive in tranquillità, ma non è di lui che parleremo, almeno non oggi.

Incontreremo la dottoressa Simona Magliani, socia della Cooperativa di Comunità i Briganti di Cerreto che in questi anni si è occupata di ridare vita sia umana che economica a questo borgo ormai dimenticato e morente.

La cooperativa si occupa di molte cose fra cui la promozione della zona e Simona ce ne parlerà.

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Puntata 118 – Gli scavi archeologici dell’antica città romana di Siponto

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Siponto è uno dei maggiori parchi archeologici del nostro mezzogiorno.

Fu un’antica città e porto dell’Apulia. Siponto, divenuta poi Manfredonia, fu una delle più attive colonie romane. Il sito archeologico, di cui solo una parte è stata oggetto di scavi, è di grandissimo pregio per le evidenze che presenta, risalenti prevalentemente alla fase romana. L’area del Parco Archeologico è quella più prossima alla basilica medievale in stile romanico pugliese, sorta accanto ai resti di una basilica paleocristiana, tuttavia l’area di interesse archeologico è molto più vasta.

Il nome Siponto sembrerebbe derivare da Sepiunte, Σιπιούς, o Sepius per l’abbondanza di seppie pescate in passato in questa località.

La piana a sud del Gargano era abitata sin da epoca neolitica. La grotta Scaloria – Occhiopinto fu frequentata attorno alla metà del IV millennio a.C. per scopi cultuali e come necropoli. Sono stati rinvenuti contenitori di ceramica dipinta collocati su tronconi di stalagmiti spezzate e con all’interno stalattiti concrezionate per lo stillicidio delle acque ricadenti dalla volta.

L’insediamento di Coppa Nevigata sorge nel VI millennio a.C. su uno dei dossi ai margini di un’antica laguna costiera, odierna località Cupola-Beccarini. Della prima metà del II millennio a.C. si hanno tracce di una capanna a margini curvilinei, che in epoca immediatamente successiva lasciò posto ad un grande muro difensivo, largo metri 5,5, nel quale si aveva un accesso realizzato con blocchi megalitici.

Dal 1500 circa a.C. fino al IV secolo a.C. con l’arrivo degli Iapigi dalle regioni dell’Illiria, nella penisola Balcanica, fiorisce e si sviluppa, nella Puglia settentrionale, tra i fiumi Ofanto e Fortore, la civiltà Daunia.
Nella Piana di Siponto furono ritrovate centinaia di stele daunie, monumenti antropomorfi istoriati in pietra del VII e VI secolo a.C. Secondo la leggenda, Siponto (e altri centri Dauni) fu fondata dall’eroe omerico Diomede che sposò la figlia del re Dauno, Evippe.

Nel 335 a.C. fu conquistata assieme ad altre città italiche da Alessandro I, re dell’Epiro (e zio di Alessandro Magno), chiamato in aiuto dalla città magno-greca Taranto.
Durante le Guerre puniche i Dauni e altri popoli italici si schierano con i Romani, ma passano (a esclusione di Lucera) dalla parte dei Cartaginesi dopo la sconfitta alla battaglia di Canne nel 216 a.C.

Nel 194 a.C. Roma fece aspra vendetta sulle antiche città che le furono infedeli. Tra queste, vi fu Arpi alla quale fu tolta la libertà, furono abbattute le mura, le monete proprie e ogni altro diritto, fu confiscato il territorio (e l’approdo marittimo) di Siponto. Il centro dauno diventò colonia di cittadini romani. A seguito del progressivo impaludamento della laguna e la conseguente insalubrità l’insediamento fu spostato più a nord nell’attuale Santa Maria di Siponto. Otto anni dopo fu però necessario l’invio di un nuovo contingente di coloni, perché la città era già spopolata, a causa della malaria o della scarsa appetibilità di tale territorio causata dalla siccità.

I primi cristiani perseguitati si rifugiano sottoterra per pregare negli Ipogei di Siponto. Nel IV secolo con l’Editto di Milano il cristianesimo diviene la religione permessa dall’impero. Secondo una leggenda, Siponto diventò una delle prime sedi vescovili d’Italia, il suo primo vescovo Giustino di Siponto sarebbe stato nominato direttamente da San Pietro.

Nel V-VI secolo il santo vescovo Lorenzo Maiorano amplia la chiesa a tre navate a forma di croce latina, ornata di pavimento musivo policromo. I resti di entrambi i mosaici pavimentali del V e VI secolo sono esposti sulla parete sinistra della Basilica di Santa Maria Maggiore.

Sotto il suo episcopato inizia il culto di San Michele nell’area dell’odierno Santuario. Avrebbe fermato la distruzione di Siponto assediata dall’ostrogoto Totila.

Nella metà del VI secolo l’area viene invasa dai Longobardi, che si scontrano più volte con i Bizantini per il possesso della Puglia. Siponto divenne sede di un Gastaldo.
Durante il IX secolo Siponto fu occupata per alcuni anni dai Saraceni.
Negli ultimi decenni del X secolo la Puglia torna in mano ai Bizantini. Dal 1042 i Normanni la eressero a sede di una delle loro dodici contee della Contea di Puglia.

Nell’XI secolo Siponto dové conoscere una rapida decadenza, probabilmente a causa dell’interramento del porto, e della presenza della malaria dovuta alle paludi circostanti la cittá.
Siponto era sugli itinerari di pellegrinaggi. Fuori le mura, alla fine dell’XI secolo o inizi del XII viene edificata l’abbazia di San Leonardo. Nel 1117 viene consacrata l’attuale chiesa romanica di Santa Maria.

Nel 1223 la città fu scossa da un violento terremoto. Un altro terremoto (e forse maremoto) la ridusse in rovine nel 1255. Manfredi di Sicilia stabilì allora che la città fosse ricostruita in una più a nord, sulla costa rocciosa. Nacque così Manfredonia. Da ciò il nome di manfredoniano o sipontino per gli abitanti della città.

A raccontarci storia e scavi saranno il professor Giuliano Volpe dell’Università di Bari, il professor Roberto Goffredo e la professoressa Maria Turchiano dell’Università di Foggia che stanno conducendo la campagna di scavi appena terminata.

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Puntata 116 – La Barcolana di Trieste | Finalborgo e la sua antica storia

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Nella puntata di oggi, avremo come primo ospite l’avvocato Mitja Gialuz, triestino classe 1975 che riveste il ruolo di presidente della Società Velica Barcola e Grignano e quindi anche della nota regata conosciuta come Barcolana ed è proprio di questo che parleremo con il presidente Gialuz.
L’edizione 53 della storica regata velica più grande del mondo, Guinness dei primati nel 2018 con la partecipazione di ben 2689 imbarcazioni, si svolgerà dal 1 ottobre sino al 10 dello stesso mese in cui si svolgerà la sfilda velica.

Proseguiremo il nostro viaggio andando a conoscere la bellissima Finalborgo facente parte del Comune di Finale Ligure, in provincia di Savona.


Luogo antichissimo facente parte dell’Associazione dei Borghi più belli d’Italia, vanta una storia millenaria; principalmente conosciuto però dal medioevo con la storia dei marchesi Del Carretto, investiti del feudo nel XII secolo da Federico I Barbarossa. Questa famiglia arricchì e cinse di sistemi difensivi il borgo trasformandolo in quello che vediamo oggi, un luogo che ci parla di storia e di tradizioni.

Molti sono i monumenti ed i luoghi da visitare e ce ne parlerà l’Assessore alla Cultura ed al Turismo del Comune di Finale Ligure Claudio Casanova e il Coordinatore MUDIF (Museo Diffuso del Finale) Giovanni Murialdo.

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Puntata 113 – Giulia Lamarca e i suoi viaggi | L’Isola del Garda

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Oggi andremo a conoscere Giulia Lamarca, una ragazza di origini torinesi che dopo un brutto incidente rimane diversamente abile e proprio da questa bruttissima esperienza, la vita gli riserva una grande sorpresa, conosce il suo futuro marito con il quale inizia una serie di viaggi per il mondo.

Giulia ha anche scritto un libro ‘Prometto che ti darò il mondo’ in cui racconta la sua esperienza. Un libro che, come ci dice la stessa autrice è stato definito da molti lettori come un testo motivazionale.

Giulia e suo marito Davide, fra poco diventeranno anche genitori e quindi, tutta la redazione di Radio Bunker invia i migliori auguri a questa nuova famiglia.

Ci sposteremo poi, dal torinese al Lago di Garda dove andremo a conoscere Anja, guida turistica dell’isola omonima, la più grande di tutto il lago su cui sorge un’ antica villa oggi della proprietà Cavazza.
L’isola, oltre alla bellissima villa e ai suoi giardini ha un parco bellissimo che la ricopre quasi in tutta la sua interezza ed è visitabile appunto grazie ad Anja e ai suoi colleghi prenotando la visita sul sito della proprietà.

Su quest’isola vi sono stati diversi monasteri e si dice vi siano passati personaggi come, Federico I Barbarossa, Dante Alighieri, San Francesco d’Assisi e Sant’Antonio da Padova; un luogo dove è passata la storia.

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Sito di Giulia Lamarca

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Puntata 112 – La magia di Arte Sella | Il rifugio Vincenzo Sebastiani

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Puntata tutta dedicata alla montagna questa in cui viaggeremo dal Trentino agli Abruzzi.

Partiremo raccontandovi anche grazie alla voce del dott. Giacomo Bianchi, in qualità di presidente, le meraviglie di un museo d’arte a cielo aperto, Arte Sella.

Conosciuta a molti, Arte Sella si trova poco sopra alla città di Borgo Valsugana, uno dei centri principali della vallata omonima, dalla quale si sale per raggiungere la zona di Malga Costa, lasciare il proprio veicolo e fare due passi per raggiungere il bosco in cui sono installate le opere d’arte, come Giacomo Bianchi poi ci racconterà.

Arte Sella esiste dal 1986 e da allora, stupisce i propri visitatori con le sue mutevoli – nel tempo – opere.

Voleremo poi con la fantasia dalla Valsugana, fino negli Abruzzi, dove incontreremo Eleonora, rifugista e gestore del Rifugio Vincenzo Sebastiani in provincia dell’Aquila.
Parlando con Eleonora scopriremo le caratteristiche di questo rifugio ma anche della zona e di questo mestiere.

Immagini fornite da Arte Sella, non riproducibili senza esplicita autorizzazione della stessa Ass.ne

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Puntata 111 – Vi racconto di Stromboli | Ricordiamo Salvo D’Acquisto

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Oggi Radio Bunker vi porta a Stromboli un’isola delle Eolie che ci verrà raccontata da Leonardo Nardi Utano, originario dell’isola, poi trasferito in età adulta in toscana.

La sua passione, il richiamo della terra natia e forse la presenza dei quattro elementi in un unico luogo hanno forgiato questo legame che lo porta sempre con pensiero, cuore ed anima verso la piccola isola del Mar Mediterraneo.

Leonardo oggi ci prenderà per mano e ci porterà sulle sue nere spiaggie, fra pescatori, artisti ed i silenzi di una terra al confine fra il reale e il surreale, un posto insomma, da vivere almeno una volta nella vita.

Proseguiremo ricordando la vicenda del sacrificio del vicebrigadiere Salvo D’Acquisto, ucciso dalle truppe occupanti tedesche nel 1943 al posto di 22 civili.

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Puntata 105 – Conosciamo la Val d’Aosta: storia, monumenti ed enogastronomia

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Nella puntata numero 105, faremo un viaggio verso le Alpi, a conoscere la regione più piccola d’Italia ma ricchissima di storia, natura, tradizioni ed enogastronomia, la bellissima Valle d’Aosta.
A raccontarci questa terra meravigliosa sarà la dottoressa Stella Bertarione, archeloga e funzionaria della soprintendenza valdostana che ci accompagnerà partendo da Aosta, capoluogo regionale fino alle bellezze del territorio ed alcune eccellenze enogastronomiche.

Aosta la Roma delle Alpi, come è chiamata, di fondazione appunto romana, svela al visitatore le sue antichissime vestigia anche grazie ad una buona rete museale.

Proseguiremo poi questo viaggio alpino raccontandovi di un santo aostano, Sant’Orso, originario dell’Irlanda, vissuto nel capoluogo di regione.

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Sito della Regione

Sito turistico della Val d’Aosta

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Puntata 102 – Le emozionanti Dolomiti in solitaria di Fabiola

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Nella puntata di oggi, venerdì 20 agosto, avremo come tema portante le Dolomiti e come ospite Fabiola, una ragazza pugliese che vive e lavora ormai da molti anni a Ferrara la quale ci racconterà della sua ultima esperienza fra Dolomiti friulane e Dolomiti bellunesi in solitaria, fra sentieri, rifugi, nuove amicizie e un sacco di emozioni.

Le Dolomiti, montagne letteralmente uscite dal fondo del mare, percorrendole, ci raccontano la loro storia e ci trasmettono le loro emozioni e, con l’anima ed il cuore attento potranno anche insegnarci molte cose, così come la nostra Fabiola ci ha raccontato emozionandoci alle lacrime.

Ora siamo nelle montagne e le montagne sono dentro di noi.” JOHN MUIR

Vi parleremo poi di alcuni importanti eventi che a Cortina d’Ampezzo si terranno in questi periodi.

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Puntata 99 – La città di Gubbio e la sua grande storia

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Gubbio è una città dell’Umbria, in provincia di Perugia che ha una storia antichissima.

Troviamo tracce di occupazione di questi territori sin dal paleolitico e neolitico.
La città, fondata dal popolo italico degli umbri anticamente si chiamava Ikuvium o Iguvium e si trovava sulle rotte commerciali di terra che collegavano il Tirreno con l’Adriatico e viceversa.

Gubbio ha avuto un periodo romano, si alleò con Roma infatti nell’anno 295 a.C.
Ebbe poi un medioevo molto turbolento, come ad esempio nel 552 quanfu distrutta dai Goti di Totila, poi però ricostruita con potenti difese dai Bizantini di Narsete, famoso generale di Giustiniano, ma questa volta, sul monte Ingino e non più in territori pianeggianti.

Città molto legata a San Francesco e soprattutto alla storia del Santo con il lupo, citata nel XXI capitolo dei Fioretti di San Francesco, cioè l’incontro con il “lupo” avvenuto nei pressi della chiesa di Santa Maria della Vittoria.

Divenne poi libero comune quando dopo le donazioni di Pipino il Breve e Carlo Magno alla Santa Sede, si battè per tornare autonoma e guidata da una fazione ghibellina.

Nell’XI secolo iniziò una grande politica espansionistica che la portò ad avere più di cento castelli all’intero dei suoi confini, cosa questa, che preoccupò non poco la ormai vicina città di Perugia. Quest’ultima nel 1151 organizzò una confederazione di undici città che mossero guerra a Gubbio assediandola ma senza ottenere esito, tant’è che la città umbra di cui ci occupiamo, in un contrattacco sbaragliò gli assedianti, vittoria che fu attribuita ad un miracolo di Sant’Ubaldo, allora vescovo cittadino.

Ci furono altri scontri, fino a che nel 1257 i perugini furono in grado di occupare diversi territori eugubini, poi restituiti con la pace del 1273.

Nel 1354 fu assediata dal cardinale Albornoz, legato pontificio e la assoggettò alla Chiesa, lasciando però a gubbio gli antichi privilegi e statuti.
Ma la Chiesa non mantenne le promesse e la popolazione nel 1376 insorse e instaurò un autogoverno.
In città erano forti le varia corporazioni, soprattutto quella dei Fabbri e a seguire falegnami, contadini, muratori e lapicidi, artigiani della lana, calzolai, barbieri, macellai.

Gubbio fu anche dei Montefeltro duchi di Urbino, ma anche dei Malatesta e dei Borgia.

Nel 1860 Gubbio fu annessa al Regno d’Italia e, per effetto del decreto Minghetti, il 22 dicembre 1860 fu distaccata dalle Marche e aggregata all’Umbria, distaccandola dalla Delegazione apostolica di Urbino e Pesaro e aggregandola alla neo-costituita Provincia di Perugia.
Durante la Seconda Guerra Mondiale questa città subì diversi periodi molto difficili come la feroce rappresaglia del 1944 in cui i tedeschi, dopo aver subito l’assassinio di due dei loro medici, uccisero 40 cittadini inncoenti presi tra la gente comune.
Inoltre, per circa trenta giorni, fino al 25 luglio 1944, giorno della liberazione, la città fu duramente bombardata dalle artiglierie tedesche che, dai monti circostanti, battevano la vallata per contrastare l’avanzata delle truppe di liberazione.

Pochi anni dopo, nel 1381, il vescovo Gabriello Gabrielli, appoggiato dal papa, si autoproclamò signore di Agobbio, nome medioevale di Gubbio, provocando la ribellione dei cittadini che, ridotti alla fame, nel 1384 si levarono in armi contro il vescovo. Impossibilitati a resistere al battagliero vescovo, che non voleva perdere il dominio sulla città, gli eugubini si “consegnarono” spontaneamente ai Montefeltro, duchi di Urbino, perdendo così il titolo di libero comune, ma ottenendo un lungo periodo di tranquillità.

I Montefeltro, signori amanti dell’arte, restituirono a Gubbio i privilegi e gli ordinamenti civili, la città tornò così a fiorire culturalmente e artisticamente; in quel periodo fu ricostruito il Palazzo dei Consoli. Salvo brevi interruzioni per le signorie dei Malatesta e di Cesare Borgia, la città rimase ai Montefeltro fino al 1508 quando subentrarono, nel dominio della città, i Della Rovere, che lo tennero fino al 1631 quando, con la morte di Francesco Maria II Della Rovere, ultimo erede della casata, tutti i beni e tutti i feudi passarono, come da volontà testamentaria, allo stato pontificio.

Diversi e numerosi i monumenti che possiamo vedere a Gubbio come la Cattedrale dei Santi Mariano e Giacomo (1190), la Chiesa di San Francesco (XIII secolo), la Chiesa di Santa Maria dei Laici (1313), la Chiesa di San Giovanni Battista (XIII secolo), la Chiesa di San Domenico (XIV secolo), il Palazzo dei Consoli (XIV secolo), il Palazzo Pretorio (1349), il Palazzo Ducale (XV secolo), il Palazzo del Capitano del Popolo (XIII secolo), il Palazzo del Bargello (primi del 1300), il Teatro romano (eretto fra il 55 ed il 27 a.C.), il Mausoleo di Pomponio Grecino (I secolo a.C.).

Gubbio va ricordata anche per i numerosi eventi culturali che si tengono in città e dimostra di avere tutti i numeri per essere un luogo da visitare e da conoscere approfonditamente.

Sentiremo poi, sempre in puntata, la nostra Giulia che dalla Sicilia ci racconterà sia come proseguono le sue vacanze ma anche di quanto è bella la Sicilia di Noto e Siracusa.

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Sito del Comune di Gubbio

Umbria Tourism

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Puntata 97 – Bologna e i suoi portici patrimonio Unesco

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Bologna ed i suoi portici

Bologna, capoluogo dell’Emilia Romagna ha da poco ottenuto che i suoi oltre sessanta chilometri di portici vengano inseriti nel patrimonio dell’Unesco.

Di origini medievali, quando in città in primis venivano costruiti forse per ampliare le case in maniera quasi abusiva, furono poi resi obbligatori dal Comune obbligando ai proprietari la loro manutenzione.
Si dovevano costruire con delle precise caratteristiche e misure anche se poi, alcuni come quelli del Palazzo dell’Arcidiocesi di Bologna di Via Altabella e quelli di Palazzo Isolani, alti quasi dieci metri.

All’ombra dei portici

Girare per il capoluogo emiliano è d’obbligo passare sotto diversi porticati, utilissimi anche con il maltempo e, come in questi periodi di grande sole e caldo.

Sentiremo anche dalla diretta voce della vicesindaca di Bologna, l’architetto Valentina Orioli, le impressioni dell’amministrazione e quelle che sono le prospettive a seguito di questa candidatura e promozione.

Radio Bunker si complimenta con Bologna per questo importante riconoscimento.

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Sito ufficiale del Comune di Bologna

Pagina Unesco Italia

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