Puntata 171 – Salvagente Italia in tour | Le maschere tradizionali italiane: Pulcinella

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05:02L’Associazione Salvagente Italia e il suo Tour 27:33Bunker Food: I casoncelli 39:56Le maschere tradizionali italiane: Pulcinella

Nella puntata di oggi, in compagnia dell’amico Gilberto, andremo a conoscere l’Associazione Salvagente Italia Aps.

Come scrivono nel loro sito: Mirko, Filippo e Silvia da anni sono impegnati nella diffusione della cultura del Primo Soccorso e hanno scelto di muoversi con le proprie gambe per garantire organizzazione snella, interventi mirati alle necessità del richiedente e velocità organizzativa.

È con questo spirito e animati da questi ideali che, a fine 2013, i tre amici fondano l’Associazione di Promozione Sociale Salvagente.
Il Primo Soccorso è un tema che in Italia rappresenta ancora in qualche modo un tabù; Salvagente APS si propone di creare eventi accessibili a tutti e di evitare una limitata diffusione della cultura del Primo Soccorso a causa delle lunghe attese o della troppa burocrazia.

Quale è il più grande deficit che ha un sistema di soccorso, benché strutturato e veloce?

Quello di non prevedere gli avvenimenti e di non essere presente quando questi accadono.

Quando i mezzi di soccorso, pur se attivati in tempo, arrivano comunque troppo tardi per colpa di barriere più o meno naturali presenti nelle nostre città, la miglior risorsa che abbiamo a disposizione siamo noi stessi.

E allora perché non trasformare tutti i cittadini in soccorritori, proprio per colmare quel vuoto tra l’emergenza e l’arrivo del mezzo di soccorso?

Essere testimoni, saper cosa fare e come, può cambiare gli esiti di un soccorso.

A volte può fare la differenza, a volte può voler dire salvare una vita.

Ed è una possibilità troppo bella e importante da non avere.

In redazione è venuta a trovarci Ambra Bernazzani, Coordinatore Nazionale Rete Istruttori, per raccontarci di questa realtà associativa e del tour che intraprenderanno in Italia.

Proseguiremo poi con la nostra rubrica Bunker Food in cui Angelo Joe e Grazia ci parleranno di una ricetta tipica lombarda, i Casoncelli.

Termineremo poi la puntata con una delle maschere tradizionali italiane più conosciute al mondo: Pulcinella.

La maschera di Pulcinella, come la conosciamo oggi, è stata inventata a Acerra dall’attore capuano Silvio Fiorillo nei primi decenni del Seicento, ma il suo costume moderno fu inventato nell’Ottocento da Antonio Petito. Infatti, in origine, la maschera di Fiorillo indossava un cappello bicorno (diverso da quello attuale “a pan di zucchero”) e portava barba e baffi. Le origini di Pulcinella sono però molto più antiche. Le ipotesi sono varie: c’è chi lo fa discendere da “Pulcinello”, ovvero un piccolo pulcino per via del naso adunco; c’è chi sostiene che un contadino di Acerra, Puccio d’Aniello, nel ‘600 si unì come buffone ad una compagnia di girovaghi di passaggio nel suo paese. Altri, come Margarethe Bieber, vanno ancora più indietro nel tempo fino al IV secolo a.C. e sostengono che Pulcinella discende da Maccus, personaggio delle Atellane romane. Maccus rappresentava un tipo di servo dal naso lungo e dalla faccia bitorzoluta con guance grosse, con ventre prominente, che indossava una camicia trasformata in una veste larga e bianca. Le Atellane furono un tipo di spettacolo molto popolare nell’antica Roma: potremmo paragonarle all’odierno teatro vernacolare o dialettale, apprezzate soprattutto da un pubblico di basso ceto. Maccus rappresentava ora il sileno ora il satiro, in qualche caso il tipo del servo con un lungo naso e la faccia bitorzoluta, camicia larga e bianca. Maccus portava una mezza maschera, come quelle dei comici dell’arte, aveva il ventre prominente e recitava con voce chioccia

Fiorillo si ispirò a Puccio d’Aniello, il nome di un contadino di Acerra reso famoso da un presunto ritratto di Ludovico Carracci del quale si conosce un’incisione di Carlo Enrico di San Martino, dalla faccia scurita dal sole di campagna ed il naso lungo, che diede vita al personaggio teatrale di Pulcinella. Pulcinella ha incarnato e continua ad incarnare il tipo napoletano, ancora oggi all’estero, il personaggio che, cosciente dei problemi in cui si trova, riesce sempre ad uscirne con un sorriso, prendendosi gioco dei potenti pubblicamente, svelando tutti i retroscena. Molti autori attribuiscono l’origine del nome all’ermafroditismo intrinseco del personaggio, ovvero un diminutivo femminilizzato di pollo-pulcino, animale tipicamente non riproduttivo, del quale in un certo senso imita la voce. Un’altra teoria afferma che il suo nome derivi dalla corruzione di un cognome molto in voga in Campania, Pulcinello o Polsinelli. In tale accezione Pulcinella si riconferma come figura di tramite uomo-donna, stupido-furbo, città-campagna, demone-santo salvatore, saggio-sciocco, un dualismo che sotto molti aspetti configura la definizione pagano-cristiana della cultura popolare napoletana.

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