Puntata 159 – El Cocal Glass Studio di Murano, l’antica arte vetraria al femminile

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09:11El Cocal Glass Studio

Oggi viaggeremo fino a Murano (VE) per conoscere due ragazze, Chiara Lee Taiarol e Mariana Oliboni, che in pieno lockdown hanno deciso di aprire una fornace in cui lavorare il vetro e creare delle vere opere d’arte.

Chiara e Mariana sono legate dalla passione per la lavorazione del vetro, una delle espressioni artigianali, assieme alla ceramica, che da più tempo – millenni – l’uomo sta sviluppando.

Secondo Plinio il Vecchio (nel suo trattato Naturalis Historia), il primo utilizzo di materiale vetroso risale al III millennio a.C. in Mesopotamia. Si trattava essenzialmente di paste vitree utilizzate come decorazione (perle di vetro e placchette da intarsio) e non per la creazione di utensili; la stessa tecnica di pasta vitrea era diffusa nell’Egitto faraonico almeno dal Medio Regno (2055-1790 a.C.) Uno sviluppo della tecnica si ebbe nel VII/VI secolo a.C. in Fenicia, per produrre stoviglie, altri utensili e monili. Intorno al 1000-500 a.C. risalgono piccoli vasi in vetro ritrovati in India e Cina.

Al 1700 a.C., in Sardegna, risale la prima evidenza di lavorazione del vetro nel Mediterraneo.

Nel mondo ellenico il vetro era molto diffuso per il trasporto e il commercio dei profumi, sotto forma di unguentaria e vasetti.

Le prime finestre in vetro furono progettate nell’antica Roma per uso delle dimore nobiliari.

Nella metà del I secolo a.C. fu sviluppata la tecnica del soffiaggio, che ha permesso che oggetti prima rari e costosi divenissero molto più comuni. Durante l’Impero Romano il vetro fu plasmato in molte forme, principalmente vasi e bottiglie. I primi vetri erano di colore verde a causa della presenza di impurità di ferro nella sabbia utilizzata.

Nel V-VII secolo d.C. si sviluppa l’uso del mosaico in vetro nell’arte bizantina. Oggetti in vetro risalenti ai secoli VII e VIII sono stati rinvenuti sull’isola di Torcello, vicino a Venezia.

Una svolta nella tecnica produttiva si è avuta intorno all’anno 1000, quando nel nord Europa la soda fu sostituita con la potassa, più facilmente ottenibile dalla cenere di legno. Da questo momento i vetri del nord differirono significativamente da quelli originari dell’area mediterranea, dove si è mantenuto l’impiego della soda.

L’XI secolo vide l’emergere, in Germania, di una nuova tecnica per la produzione di lastre di vetro per soffiatura, stirando le sfere in cilindri, tagliando questi ancora caldi e appiattendoli quindi in fogli. Questa tecnica fu poi perfezionata nel XIII secolo a Venezia (centro di produzione vetraria del XIV secolo), dove furono sviluppate nuove tecnologie e un fiorente commercio di stoviglie, specchi e altri oggetti di lusso. Alcuni vetrai veneziani si spostarono in altre aree d’Europa diffondendo così l’industria del vetro.

Fino al XII secolo il vetro drogato (cioè con impurità coloranti come metalli) non fu impiegato.

Nel 1271 lo statuto chiamato Capitolare di Venezia tutelava la manifattura del vetro veneziano, proibendo che venissero importati vetri dall’estero e negando ai vetrai stranieri la possibilità di operare a Venezia. Nel 1291 viene decretato il trasferimento delle vetrerie da Venezia all’isola di Murano, in modo da confinare eventuali incendi.

A Venezia alla fine del XIII secolo, si fa risalire l’invenzione degli occhiali con lenti in vetro quando i “cristalleri” della Serenissima, per le lenti da vista, iniziarono a sostituire il berillo, utilizzato fino ad allora, con il vetro.

Al 1369 risale la produzione di specchi a Murano.

Nel 1450 Angelo Barovier inventa il “cristallo” a Murano, ottenendolo a partire dal vetro con l’aggiunta di sodio e manganese.
Il processo di produzione Crown fu impiegato a partire dalla metà del XIV secolo fino al XIX secolo. In questo processo, il soffiatore fa ruotare circa 4 kg di massa vetrosa fusa all’estremità di una barra fino ad appiattirla in un disco di circa 1,5 metri di diametro. Il disco viene quindi tagliato in lastre.

Nel XVII-XVIII secolo nasce il cristallo di Boemia.

Il vetro veneziano ebbe un costo elevato tra i secoli X e XIV, fino a che gli artigiani riuscirono a mantenere segreta la tecnica. Ma intorno al 1688 un nuovo processo di fusione fu sviluppato e il vetro divenne un materiale molto più comune. L’invenzione della pressa per vetro nel 1827 diede inizio alla produzione di massa di questo materiale. La tecnica a cilindri fu inventata da William Blenko all’inizio del XX secolo.

Risale al 1903 la prima macchina per la realizzazione delle bottiglie su scala industriale.

Nel 1913 viene messo a punto il procedimento Fourcault per la realizzazione del vetro tirato, seguito nel 1916 dal metodo Libbey-Owens e nel 1925 dal metodo Pittsburg.

Il vetro e l’uomo, un rapporto che dura da oltre 5000 anni!

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