Puntata 239 – Il pane, la sua storia e la panificazione in tempi di crisi economica ed energetica

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05:15La storia del pane in breve 15:32Paolo Lamberti, il suo panificio di Salerno e la crisi energetica

Il pane è l’alimento che accompagna l’uomo, praticamente dagli albori della sua civiltà.

Il pane più antico di cui si abbia certezza risale circa al 12000 a.C. ed è stato ritrovato in Giordania: veniva preparato macinando fra due pietre una miscela di cereali e mescolandola con acqua. L’impasto finale veniva cotto su una pietra rovente.

Intorno al 3000 a.C. gli Egizi perfezionarono la lievitazione, con cui un impasto lasciato all’aria veniva cotto il giorno dopo; ne risultava un pane più soffice e fragrante. Per gli Egizi il pane non era solo una fonte di cibo ma anche di ricchezza.

Gli Ebrei mangiano pane azzimo, “Matzah”, in occasione della commemorazione dell’esodo dall’Egitto: l’uso del pane non lievitato è simbolo dell’accingersi a intraprendere il viaggio, data la rapidità della preparazione e l’ottima possibilità di conservazione di tale tipo di pane.

In ricordo dell’Ultima Cena di Gesù il pane azzimo, sotto forma di ostie, viene utilizzato nell’Eucaristia da alcune confessioni cristiane (cattolici di rito latino, luterani), mentre altre Chiese (riformate, ortodosse, etc.) utilizzano pane lievitato.

Dall’Egitto l’arte della panificazione passò in Grecia. I greci divennero ottimi panificatori, ne producevano più di 70 qualità. Aggiunsero alle ricette di base ingredienti come: latte, olio, formaggio, erbe aromatiche e miele. Furono anche i primi a preparare il pane di notte. Un tempo nelle campagne ogni famiglia o gruppo di famiglie faceva il pane in casa.

Ci racconterà la storia di questo importante alimento la dottoressa Claudia Fanciullo del progetto ArkeoGustus di cui abbiamo parlato alcune puntate fa.

Andremo poi a Cava dei Tirreni a conoscere Paolo Lamberti, un artigiano del pane, titolare della panetteria ‘Panem et Circenses’ di Salerno che assieme ad alcuni colleghi sta conducendo una protesta per far si che il governo ascolti le voci dei vari artigiani – non solo panificatori – che si trovano costretti a veder andare in fumo quel poco di guadagno che rimaneva tolte le tasse, gli stipendi dei dipendenti e le materie prime, tutte rigorosamente aumentate.

Ora con la nuova frontiera della crisi, cioè il rincaro delle utenze energetiche, molte aziende si trovano in condizione di dover addirittura chiudere i battenti per l’impossibilità di pagare fatture che possono arrivare a parecchie migliaia di euro.

Paolo ci dirà la sua che poi è un po’ la voce di tutti gli artigiani.

INFO

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Profilo Instagram di ArkeoGustus

Pagina Facebook del panificio ‘Panem et Circenses’

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