Puntata 186 – Colle Santa Lucia, il territorio, le tradizioni, le Dolomiti

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04:01Giulia Tasser ci racconta Colle Santa Lucia

Oggi vi porteremo a conoscere un’amena località delle nostre meravigliose Dolomiti, Colle Santa Lucia.

A parlarcene sarà giulia Tasser dell’Associazione Turistica Colle Santa Lucia Dolomiti che si occupa di promuovere il territorio

Colle Santa Lucia (Col in ladino, Verseil in tedesco) È uno dei 18 comuni che formano la Ladinia, comunità di lingua Ladina disposta intorno al gruppo del Sella. Territorialmente comprende 5 valli, la Val Di Fassa, la Val Gardena, La Val Badia, La Valle di Fodom con i comuni veneti di Colle Santa Lucia e Livinallongo del Col di lana e la Valle d’Ampezzo con il comune di Cortina d’Ampezzo.

La comunità venne divisa al termine della prima guerra mondiale in due regioni e tre province differenti: Bolzano (Val Badia e Val Gardena), Trento (Val di Fassa), Belluno (Fodom, Col e Ampezzo). Questa comunità conosciuta come “I Ladini del Sella” è caratterizzata da una legame storico durato secoli che in più occasioni si è manifestato con un tentativo di richiesta di riunificazione. L’ultimo nel 2009 attraverso un referendum per chiedere il distaccamento dei Comuni di Colle Santa Lucia, Livinallongo e Cortina D’Ampezzo dal Veneto e l’aggregazione alla Provincia autonoma di Bolzano.

La bandiera ladina è verde bianca e azzurra a strisce orizzontali, rappresenta il verde dei prati il bianco della neve e l’azzurro del cielo, i colori riprendono gli stessi portati in battaglia nel 1809 da una milizia di Schützen Fassani al fianco di Andreas Hofer per combattere l’avanzata dell’esercito Napoleonico. Comparve per la prima volta nella sua forma attuale nel 1920 sul Passo Gardena per protestare contro la mancata applicazione del trattato di Saint-Germain, lo stesso che non riconosceva al popolo Ladino il diritto di autodeterminazione dei popoli, incluso nei 14 punti di Woodrow Wilson.

La Cultura Ladina

Da sempre questa popolazione porta con con se, comunemente, un culto per la cura e il mantenimento delle proprie montagne e delle proprie valli, delle tradizioni, della cura dei luoghi e una cultura comune che ha permesso ai ladini di sopravvivere nei secoli ai climi più rigidi e nelle situazioni più difficili.

La popolazione parla una lingua di origine assai antica, il ladino, che nelle diverse vallate assume varietà locali. Il ladino dolomitico è, dunque, un gruppo di dialetti neolatini uniti da strette affinità e parlati da circa 30.000 persone nella parte orientale dell’arco alpino, ed è collegato ad un più vasto sistema linguistico che si estende dalla Svizzera (Cantone dei Grigioni) al Friuli, e che coinvolge in tutto circa 700.000 persone. Il termine si diffuse nella seconda metà del XIX secolo negli ambienti tedeschi per designare le popolazioni in via di germanizzazione soggette al Tirolo.

Oggi la “Union Generela di Ladins Dla Dolomites” in rappresentanza delle 5 vallate ladine si occupa di mantenere e promuovere l’unità culturale e linguistica della Ladinia e di impegnarsi per la salvaguardia delle tradizioni, della toponomasica e delle peculiarità ladine.

La Union dei Ladign da Col

è stata fondata nel 1982 e dalla fine degli anni Novanta è parte della UGLD, compresa nella sezione di Fodom-Col. L’Union è attiva nella salvaguardia della lingua e della cultura ladina, soprattutto tramite il mantenimento tradizioni con varie iniziative a sostegno degli usi e tradizioni locali. L’impulso a sostenere la cultura ladina è stato dato già negli anni ’40-’50 dalla maestra Luigia Lezuo e poi dal prof. Vito Pallabazzer.

Maria Sief prima e Paola Agostini poi hanno ricoperto la carica di presidente dell’associazione lavorando con i vari consigli, i collesi e i ladini delle altre valli per importanti risultati tra cui la costituzione dell’Istituto “Cesa de Jan” e la preparazione del referendum per realizzare l’unità dei ladini dolomitici.

La Storia

Colle Santa Lucia, era nota un tempo con i toponimi tedeschi Puchberg o Wersil (più tardi Fursil), le prime notizie del paese si hanno a partire dal 1145. La zona risultava compresa nel principato vescovile di Bressanone (a sua volta legato alla contea del Tirolo) e amministrata per mezzo di un capitano residente nel castello di Andraz.
La storia del paese è legata da sempre alle proprie miniere, nel 1177 compare il primo riferimento alle miniere del Fursil e nello stesso anno la località viene concessa all’abbazia di Novacella con il diritto di riscuoterne le imposte.
Durante il periodo napoleonico Colle Santa Lucia attraversa un periodo incerto dal punto di vista amministrativo. Con l’istituzione dell’Impero d’Austria, nel 1803, il vescovo di Bressanone perde il potere temporale a favore di conti tirolesi; ma poco passa al Regno di Baviera, quindi al Regno d’Italia, per poi tornare al Tirolo.
Nel Novecento il paese attraversa altri sconvolgimenti politici. Al tempo parte del Tirolo Austriaco, dopo la Grande Guerra, combattuta aspramente anche in queste zone, Colle Santa Lucia con Livinallongo e Cortina d’Ampezzo vengono aggregate al Regno d’Italia, nel 1923 il comune viene aggregato al Veneto e quindi alla provincia di Belluno. Il secolare legame con il Tirolo viene definitivamente spezzato nel 1964 con il passaggio della parrocchia dalla diocesi di Bressanone a quella di Belluno-Feltre.

Ricorderemo anche l’anniversario dell’Istituzione dell’Esercito Italiano in data 4 maggio 1861.

INFO

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