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Un nuovo scheletro, parzialmente mutilato ritrovato ad un passo dal mare. Si tratta dei resti di un uomo che stava scappando dalla valanga di gas e fuoco che il Vesuvio stava eruttando in quelle ore.
Sono trascorsi 25 anni dall’ultima vera campagna di scavi ad Ercolano.
Questa scoperta documentata in esclusiva dall’ANSA e potrà portare nuove luci sugli ultimi istanti di vita della popolazione in tragica fuga dalla violenza del Vesuvio che in quegli istanti del 79 d.C. si stava scatenando.

Il direttore del Parco Archeologico, il professor Francesco Sirano, ha affermato: “Un ritrovamento da cui ci aspettiamo moltissimo” mentre il ministro della cultura Dario Franceschini entusiasta applaude della scoperta sensazionale.

Il luogo del ritrovamento è la zona dell’antica spiaggia cittadina; in quella stessa area ci fu un’intensa campagna di scavi fra gli anni ’80 e ’90 del Novecento nella quale furono riportati alla luce i resti di oltre trecento persone ammassati, trovarono la morte mentre si riparavano in attesa di essere portati in salvo dalla flotta di Plinio il Vecchio.

Questi ultimi scavi sono stati effettuati all’allestimento di un nuovissimo percorso di quello che era l’antico percorso del lungomare e che permetterà ai visitatori di raggiungere la Villa dei Papiri, ad oggi, l’unico frontemare ben conservato di un’antica città romana.

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