Puntata 321 – Il Museo di Casa Romei a Ferrara | La mostra: Alphonse Mucha. La seduzione dell’Art Nouveau

ASCOLTA LA PUNTATA

Ascolta la puntata:

04:09Il Museo di Casa Romei a Ferrara 33:13La mostra: Alphonse Mucha. La seduzione dell’Art Nouveau

Nella puntata di oggi 22 novembre, andremo a conoscere la meravigliosa dimora quattrocentesca di Giovanni de’ Romei in pieno centro storico a Ferrara, conosciuta da tutti come ‘Casa Romei’ e lo faremo assieme al suo direttore, il dott. Marcello Toffanello.

Casa Romei è un palazzo di Ferrara situato in via Savonarola. Al suo interno è ospitato il Museo di Casa Romei.

Dal dicembre 2014 il Ministero per i beni e le attività culturali la gestisce tramite il Polo museale dell’Emilia-Romagna, nel dicembre 2019 divenuto Direzione regionale Musei.

Fu costruita dal mercante Giovanni Romei circa alla metà del XV secolo, fu ampliata e abbellita in occasione delle sue seconde nozze con Polissena d’Este poco prima del 1468. Dopo la morte del proprietario (1483), la casa fu lasciata in eredità alle monache dell’attiguo monastero del Corpus Domini, che la inglobò nella propria struttura. Nella seconda metà del Cinquecento, lavori di modifica furono effettuati dal cardinale Ippolito II d’Este. Nel piano nobile furono ampliate le cubature, e i nuovi soffitti voltati furono decorati con affreschi e grottesche, attribuiti alla bottega dei Filippi.

Il cortile dai modi tardogotici e le decorazioni fiorite, la Sala delle Sibille e dei Profeti e lo “Studiolo” costituiscono un corpus artistico unico a Ferrara.

Acquisita al demanio dello Stato nel 1898, Casa Romei divenne un vero e proprio Museo nel 1953, accogliendo raccolte di affreschi staccati, statue e lapidari provenienti da edifici cittadini.

Il salone principale della casa ospita concerti e lezioni accademiche del Conservatorio Girolamo Frescobaldi di Ferrara.

L’edificio è un esempio pressoché unico di commistione tra elementi medievali e rinascimentali. Nel maestoso cortile d’onore è visibile un grande monogramma di Cristo in terracotta come decorazione.

Al piano terreno le sale sono decorate in stile gotico e vi è collocato un piccolo lapidario. La “Sala delle Sibille” mostra le profetesse affrescate alle pareti, ciascuna con cartigli di profezie in mano che corrono attorno, sullo sfondo di una siepe verde. Notevole è anche il camino.

Al piano nobile l’appartamento cinquecentesco è finemente decorato e presenta mobilio antico. Questa parte del palazzo fu trasformata dal cardinale Ippolito II d’Este, infatti il suo simbolo, un’aquila bianca, è ripetuto più volte nel salone d’onore. Lo studio di Giovanni Romei ha il soffitto a cassettoni, decorati al centro da disegni su carta applicati, secondo un’usanza allora diffusa ed oggi sopravvissuta in rari esemplari.

Abbiamo poi proseguito incontrando la dott.ssa Francesca Villanti, direttrice scientifica presso il Museo degli Innocenti di Firenze per parlare assieme della mostra da poco inaugurata intitolata “Alphonse Mucha. La seduzione dell’Art Nouveau”.

Alfons Maria Mucha è stato un pittore, scultore e pubblicitario ceco. Il suo nome viene spesso francesizzato come Alphonse Mucha. È stato uno dei più importanti artisti dell’Art Nouveau.

Fervente patriota e sostenitore della libertà politica dei popoli slavi, si dedica all’arte e nel 1887 si trasferisce a Parigi dove affina le sue arti e incontra la donna che cambierà per sempre la sua vita, Sarah Bernhardt, l’attrice più bella e famosa dell’epoca, che affida a Mucha la sua immagine rendendolo popolarissimo.
Nasce il mito delle “donne di Mucha”, e le aziende se lo contendono per reclamizzare i propri prodotti, dando vita alle intramontabili campagne pubblicitarie come quella del cioccolato Nestlé, dello champagne Moët & Chandon, e ancora delle sigarette, della birra, dei biscotti e dei profumi.
Mucha però non dimentica l’impegno patriottico e sociale. Nel 1910 torna a Praga e si dedica per quasi venti anni a quello che è considerato il suo più grande capolavoro, l’Epopea slava, opera colossale composta da venti enormi tele in cui racconta i principali avvenimenti della storia slava.
Mucha morirà a Praga nel 1939.

Tra fine ottocento e inizio novecento Parigi era considerata il centro del mondo dell’arte. È la cosiddetta Belle Époque, c’è un grande entusiasmo, e Alphonse Mucha, anche grazie all’incontro con Sara Bernhardt, diventa il più famoso e conteso artista dell’epoca. Le sue opere, le sue illustrazioni, i poster teatrali e la nascente pubblicità sono accessibili a tutti. Nasce con lui una nuova forma di comunicazione: la bellezza di fanciulle in fiore, ritratte in una commistione unica tra sacro e profano, voluttuose e seducenti figure, rappresentate con uno stile compositivo unico, sono diventate caratteristiche del famoso “stile Mucha”.
Le sue immagini diventano subito famose in tutto il mondo, il suo stile è il più imitato, la potente bellezza delle sue donne entra nell’immaginario collettivo di tutti.

È a questo grande artista che Arthemisia e il Museo degli Innocenti dedicano la prossima grande mostra fiorentina.
Con il patrocinio del Comune di Firenze e dell’Ambasciata della Repubblica Ceca, la mostra è organizzata in collaborazione con la Fondazione Mucha e In Your Event by Cristoforo ed è curata da Tomoko Sato con la collaborazione di Francesca Villanti.

La mostra vede come sponsor Generali Valore Cultura, partner Mercato Centrale Firenze, I Gigli, Samsonite e Unicoop Firenze, mobility partner Frecciarossa Treno Ufficiale, media partner QN La Nazione, educational partner Laba e technical support Mucha Trail e Prague City Tourism.

INFO

Sito web del Museo di Casa Romei

Pagina Facebook di Casa Romei

Sito web del Museo degli Innocenti di Firenze


Partecipa alla discussione