Puntata 319 – La Pinacoteca Comunale di Faenza e il Polittico della Beata Umiltà di Pietro Lorenzetti. Nuovi Emergenti by Arly Joi #8novembre

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03:17La Pinacoteca Comunale di Faenza e il Polittico della Beata Umiltà di Pietro Lorenzetti.31:01Nuovi Emergenti by Arly Joi #8novembre

Nella puntata di oggi andremo a conoscere la Pinacoteca Comunale di Faenza assieme alla sua Direttrice Scientifica, la Dott.ssa Roberta Bartoli.

La Pinacoteca Comunale di Faenza è il più antico istituto museale faentino e uno dei più antichi nella Regione Emilia-Romagna: nacque infatti già nel 1797, quando il Comune di Faenza acquistò la collezione di opere d’arte di Giuseppe Zauli e quando iniziarono a confluirvi i dipinti provenienti dai conventi e dalle chiese soppressi dalle leggi napoleoniche.

La Pinacoteca venne regolarmente aperta al pubblico nel 1879, nell’ex convento dei Gesuiti, oggi Palazzo degli Studi. Nel tempo la consistenza del suo patrimonio artistico è notevolmente aumentata, grazie al deposito delle opere provenienti dalla Congregazione di carità e a una sistematica campagna di acquisti da parte del primo direttore, Federico Argnani.

Nella Pinacoteca Comunale di Faenza si concentra la più importante rassegna di arte in Romagna dal Medioevo al Novecento.
Visitandola, si comprende come la città e il suo territorio siano sempre stati al passo con le novità artistiche e con quanta energia la cultura figurativa sia stata sostenuta e custodita nei secoli.

Dal Medioevo al Novecento

Il percorso di visita si apre con una grande ed emozionante scultura liberty raffigurante Cassandra, di Ercole Drei, che fa da sfondo a una serie di sculture ed epigrafi bizantine e romaniche provenienti da chiese faentine e ravennati.
Nelle sale l’esposizione segue un ordine cronologico e presenta un’ampia selezione di dipinti e sculture dal Medioevo al Novecento che illustrano la cultura faentina e italiana nel corso dei secoli.

Tra le opere del Duecento e del Trecento troviamo la Madonna col Bambino, due Angeli e i santi Francesco, Michele, Agostino, Caterina e Chiara di Giovanni da Rimini, uno dei più importanti seguaci di Giotto, e una magnifica, rara croce sagomata del cosiddetto Maestro dei Crocifissi francescani.

Il Rinascimento

La felice stagione del Rinascimento è documentata da opere di assoluto rilievo, che mostrano come Faenza fosse al passo con le novità del tempo.

Al centro del salone principale è esposta la scultura lignea di San Girolamo attribuita a Donatello, e sulle pareti si trovano dipinti di Biagio d’Antonio, fiorentino attivo in città ma anche alla Cappella Sistina a Roma; del Maestro della Pala Bertoni, fortemente ispirato alla pittura ferrarese del tempo; del forlivese Marco Palmezzano, la cui monumentale Pala delle Micheline è uno straordinario esempio di perizia prospettica; di Giovanni Battista Bertucci il Vecchio.

L’arte del Quattrocento in città sotto la signoria dei Manfredi è rappresentata anche in una sala al primo piano, dove si trovano una splendida testa di San Giovannino di Benedetto da Maiano e due rari cassoni nuziali di Jacopo da Faenza, attivo a Venezia come intagliatore.

Cinquecento e Seicento

Nel grande salone al primo piano le monumentali pale d’altare del Cinquecento e del Seicento, provenienti dalle maggiori chiese di Faenza, testimoniano la vivace cultura figurativa in città tra Manierismo e Barocco, con l’unica opera nota di Giovanni Battista Armenini, studioso e trattatista di fama internazionale, attivo anche per Filippo II di Spagna, oltre a dipinti di Ferraù Fenzoni e del Guercino.

Le opere di Domenico Baccarini e dei membri del Cenacolo Baccariniano testimoniano l’intenso rinnovamento artistico faentino dei primi anni del Novecento.

La sezione moderna

La sezione moderna si apre con quadri di Felice Giani, artista che sul finire del XVIII secolo ha lasciato un’impronta profonda e indelebile a Faenza: in città decorò con felice vena inventiva le principali dimore aristocratiche, tra le quali Palazzo Milzetti (ora Museo dell’età neoclassica in Romagna a Faenza), rendendola una delle capitali del gusto neoclassico.
Le opere di Domenico Baccarini e dei membri del Cenacolo Baccariniano testimoniano l’intenso rinnovamento artistico faentino dei primi anni del Novecento e si inseriscono a pieno titolo nel panorama artistico internazionale tra Art Nouveau ed Espressionismo.
La Pinacoteca ospita inoltre la collezione Bianchedi Bettoli Vallunga, che offre una selezione coerente e completa del Novecento italiano. Nella raccolta figurano dipinti, tra gli altri, di Giorgio De Chirico, Alberto Savinio, Gino Severini, Carlo Carrà, Mario Sironi, Giorgio Morandi, Massimo Campigli, Filippo De Pisis e Felice Casorati.

Abbiamo poi proseguito con la puntata odierna di Nuovi Emergenti con Arly Joi.

INFO

Sito web della Pinacoteca Comunale di Faenza

Pagina Facebook della Pinacoteca Comunale di Faenza

Profilo Instagram della Pinacoteca Comunale di Faenza


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