Puntata 236 – L’ultimo libro di Stefano De Lellis | Il sisma dell’Irpinia del 1980

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04:21‘Io ti assolvo’ di Stefano De Lellis27:451980 – Il sisma dell’Irpinia

Nella puntata di oggi, andremo ad incontrare uno scrittore abruzzese che vive a Ferrara ormai da diversi anni Stefano De Lellis.

Stefano De Lellis è nato a Pescara nel 1973. Sposato con Cristina e fortunato papà di Ilaria e Luca, si è avvicinato alla scrittura solo nel 2015. È autore di opere di narrativa, essendosi già cimentato in thriller – A tanto così, Selfie: il graffio del lupo, Ti aspetto qui – ma anche in storie di vita urbana, con la serie di episodi dedicata al Condominio “Fortuna”. Vive tra Cattolica e Ferrara, dove è approdato nel 2007 e attualmente presta servizio come maresciallo della Guardia di Finanza. Nel tempo libero ama scrivere e tenersi in forma, di corsa, in bicicletta o con un fischietto in bocca, visto che da più di trent’anni è anche arbitro di calcio.

Ci racconterà il suo ultimo lavoro letterario intitolato ‘Io ti assolvo’.

Stefano De Lellis con il suo libro

Ecco la trama:

Un prete pedofilo, cinque adolescenti suicide, quattro sacerdoti assassinati e un solo fievole indizio che l’assassino lascia tra le dita delle sue vittime per annunciare che colpirà ancora, per l’ultima volta. Un macabro gioco la cui soluzione è sotto gli occhi di tutti, lettore compreso, a patto che sia appassionato di scarti, sciarade, acrostici, zeppe, cambi e metagrammi. Ma non c’è tempo da perdere, perché il tempo sta per scadere.

A seguire ricorderemo il tremedo terremoto dell’Irpinia del 1980; fu un sisma che si verificò il 23 novembre 1980 e che colpì la Campania centrale e la Basilicata centro-settentrionale, con parte della provincia di Foggia entro il confine con le due regioni.

Caratterizzato da una magnitudo di 6.9 (X grado della scala Mercalli) con epicentro tra i comuni di Teora, Castelnuovo di Conza e Conza della Campania, causò circa 280.000 sfollati, 8.848 feriti e, secondo le stime più attendibili, 2.914 morti.

«A un tratto la verità brutale ristabilisce il rapporto tra me e la realtà. Quei nidi di vespe sfondati sono case, abitazioni, o meglio lo erano.»

(Alberto Moravia, Ho visto morire il Sud)

Il terremoto colpì alle 19:34:53 di domenica 23 novembre 1980: una forte scossa della durata di circa 90 secondi, con un ipocentro di circa 10 km di profondità, colpì un’area di 17.000 km² che si estendeva dall’Irpinia al Vulture, posta a cavallo delle province di Avellino, Salerno e Potenza. I comuni più duramente colpiti (X grado della scala Mercalli) furono quelli di Castelnuovo di Conza (SA), Conza della Campania (AV), Laviano (SA), Lioni (AV), Sant’Angelo dei Lombardi (AV), Senerchia (AV), Calabritto (AV) e Santomenna (SA).

Gli effetti, tuttavia, si estesero a una zona molto più vasta interessando praticamente tutta l’area centro meridionale della penisola: molte lesioni e crolli avvennero anche a Napoli interessando molti edifici fatiscenti o lesionati da tempo e vecchie abitazioni in tufo; a Poggioreale crollò un palazzo in via Stadera, probabilmente a causa di difetti di costruzione, causando 52 morti. Crolli e devastazioni avvennero anche in altre province campane e nel potentino, come a Balvano dove il crollo della chiesa di S. Maria Assunta causò la morte di 77 persone, di cui 66 bambini e adolescenti che stavano partecipando alla messa.

INFO

Sito web del libro ‘Io ti assolvo’

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