Puntata 134 – Gli scavi archeologici italiani nell’antica Gerico

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05:42Gli scavi archeologici italiani nell’antica Gerico 41:11Il racconto biblico di Gerico

Continuano le nostre peregrinazioni ‘archeologiche’ ed oggi lo faremo assieme al professor Lorenzo Nigro che la settimana scorsa ci ha accompagnato a scoprire le meraviglie di Mozia, nei pressi di Marsala, in Sicilia.

Nella puntata di oggi andremo a scoprire gli oltre diecimila anni di storia dell’antica Gerico in cui l’Università La Sapienza sta eseguendo scavi ed indagini per scoprirne la storia, stratificata nelle numerose volte in cui fu distrutta, riedificata e ancora distrutta.

Il sito archeologico che ha un’importanza storica incredibile in quanto si suppone sia, assieme a Damasco una delle prime vere città del mondo.

Il nome di Gerico è pronunciato Ariha dagli arabi. Il nome significa “profumato” e deriva dalla parola cananea “Reah”. Gerico è anche pronunciato Yəriḥo, in ebraico. Un’altra teoria sostiene che il nome derivi dalla parola Yareah (luna): la teoria è sostenuta dal fatto che in quella zona veniva celebrato un antico culto della luna. Chiamata anche la città delle palme (De 34:3; Giudici 1:16; 3:13; 2Cr 28:15.)

Dagli scavi sono emerse tracce importanti di insediamenti del periodo epipaleolitico (tra il 18.000 ed il 12.500 a.C.); sono stati trovati reperti appartenenti alla cultura natufiana (tra il 12.000 ed il 10.500 a.C.) e reperti del periodo neolitico preceramico (tra l’8000 a.C. ed il 7.200 a.C.)

Verso la metà dell’età del bronzo Gerico era già un’importante città della regione canaanea e raggiunse la sua maggiore estensione tra il 1700 ed il 1550 a.C. Ciò pare si sia riflesso sull’elevata urbanizzazione della regione e legata al sorgere della classe Maryannu, una casta aristocratica che utilizzava i primi carri, collegata al sorgere del regno di Mitanni. Verso il 1250 a.C., secondo la narrazione biblica del Libro di Giosuè, la città fu invasa e rasa al suolo dagli ebrei guidati dal condottiero Giosuè, successore di Mosè, anche se attualmente la maggioranza degli studiosi ritiene che “l’ultima occupazione del luogo durante il Tardo Bronzo è del XIV secolo e, da allora fino al secolo IX, non si verificarono ulteriori stanziamenti. Quindi, al tempo di Giosuè, nessuno viveva a Gerico”, come meglio precisato nella sottostante sezione Archeologia.

Il sito dell’antica città fu inglobato successivamente, verso il 1000 a.C., nel Regno di Giuda e Israele di Saul, Davide e Salomone. In seguito alla scissione della nazione giudaica, alla morte di Salomone, l’antica città, che secondo la Bibbia venne ricostruita dal re Acab, fece parte dello stato settentrionale del Regno di Israele. La città cadde sotto la dominazione assira, quando nel 722 a.C., il re assiro Salmanassar V distrusse la capitale Samaria. Nel 587 a.C. l’intera regione fu assoggettata dall’impero neo-babilonese, quando Nabucodonosor II conquistò definitivamente il Regno di Giuda, unico stato ebraico rimasto nella regione. Con la caduta di Babilonia, nel 539 a.C. e il cambio di potere passato ai medi e ai persiani guidati da Ciro il Grande, l’intero Medio Oriente e la regione palestinese, entrò a far parte dell’immenso Impero Persiano. Con la caduta dell’impero persiano, ad opera di Alessandro Magno, tutto l’oriente passò in mano ai macedoni e alla cultura greca. La regione fu contesa dai regni ellenistici tolemaico d’Egitto e seleucide di Siria per poi passare al dominio romano, divenendo parte della provincia romana della Giudea.

Verso il 661 Gerico si trovò sotto il dominio degli omayyadi. Sotto il decimo califfo della dinastia, Hisham ibn ‘Abd al-Malik (691 – 743), fu iniziato il sontuoso Palazzo di Hisham, con due moschee, un sito termale, cortili con fontane. Poco dopo la fine della sua costruzione, nel 747, il palazzo fu parzialmente distrutto da un terremoto. Ora le rovine del Palazzo fanno parte del sito archeologico di Gerico.

Da domani, sul canale Youtube STORIE D’ITALIA il video completo dell’intervista.

Seguiteci!

INFO

Sito web della Missione di scavo dell’Università La Sapienza

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1 commento
  • Complimenti al professor Lorenzo Nigro, bellissimo sentire una testimonianza in diretta degli scavi.
    E arricchisce la nostra cultura, grazie .
    Marco Nava