Presentata la mostra del Parco Archeologico di Ercolano “Materia. Il legno che non bruciò ad Ercolano”

Dichiarazioni del Direttore del Parco Archeologico di Ercolano, Francesco Sirano
“Protagonista della mostra è un legno che normalmente non si sarebbe dovuto trovare, o almeno la nostra esperienza ci diceva che dopo un’eruzione così distruttiva non si sarebbe dovuto recuperare; invece è stato trovato e restaurato certosinamente da generazioni di archeologi. Non potevamo continuare a tenerlo all’interno dei depositi e abbiamo scelto di condividerlo sul territorio, non nell’Antiquarium del Parco, ma nella splendida sede della Reggia di Portici lungo quel Miglio d’oro che è nato e si è sviluppato a partire dalle scoperte di Ercolano e di Pompei”.

Dichiarazioni del Rettore dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, Matteo Lorito
“La Federico II insieme al Parco Archeologico di Ercolano inaugura una mostra davvero unica, che racconta una storia veramente speciale, narrata dalla sopravvivenza di bellissimi manufatti lignei immortalati dall’eruzione raccontata da Plinio. Il tutto immerso in una sede di straordinaria bellezza qual è la Reggia di Portici dove l’università unisce didattica, ricerca, arte, grande valenza paesaggistica e patrimoni museali. Una sede, peraltro, dove si studiano da tempo i legni fossili e se ne raccolgono le informazioni. Grazie ad un ottimo rapporto tra il nostro Ateneo, con il suo Dipartimento di Agraria, e il Parco Archeologico, siamo in grado oggi di offrire al pubblico un’esperienza indimenticabile e in grado di emozionare il visitatore. Storia, cultura, innovazione espostiva, presenza di reperti preziosissimi, fanno rivivere le wunderkammer del Grand Tours, a beneficio di tutti coloro che vorranno farsi stupire da un pezzo importante del nostro immenso patrimonio archeologico”.

Dichiarazioni del Direttore Centro MUSA – Musei delle Scienze Agrarie, Stefano Mazzoleni
“La settecentesca Reggia di Portici, luogo di meraviglie di particolare bellezza architettonica e artistica, sede dell’Herculanense Museum, primo museo e fabbrica di restauro di reperti archeologici, dal 1872 centro di studi scientifici universitari in agraria e oggi anche parte del sistema museale dell’Università Federico II, ospita un’inedita mostra del Parco Archeologico di Ercolano: ‘Materia. Il legno che non bruciò ad Ercolano’.
La mostra costituisce un particolare intreccio evocativo tra le funzioni originarie del museo archeologico, con l’esposizione di inediti reperti e manufatti in legno carbonizzato, e il moderno interesse scientifico del Dipartimento di Agraria sul legno, uno straordinario materiale, costruito dalle piante con la fotosintesi, trasformato dall’uomo in utensili e manufatti, bruciato da catastrofici eventi naturali, ma capace di conservare anche carbonizzato la memoria della sua incredibile storia”.

Dichiarazioni del Direttore Dipartimento di Agraria Università degli Studi di Napoli Federico II, Danilo Ercolini
“Ospitare questa mostra ci rende molto orgogliosi, non solo per il valore intrinseco della mostra in sè, ma anche perché il tema tema dei legni è assolutamente congruente con il tema delle attività scientifiche e didattiche del nostro Dipartimento. Inoltre rappresenta un’occasione ulteriore per consolidare il ruolo di hub culturale che il Dipartimento di Agraria dell’Università degli Studi di Napoli Federico II ha in Campania anche perché porterà molte più persone presso il nostro sito e consentirà di far conoscere le nostre attività e di valorizzare il bene che noi amministriamo”.

Dichiarazioni del Sindaco della Città Metropolitana, Gaetano Manfredi
“Quella che si aprirà domani nella splendida Reggia di Portici, dove resterà per più di un anno, è una mostra di straordinario valore storico e scientifico. Caratteristica peculiare di Ercolano non è solo, infatti, quella di essere l’unica città del mondo romano a conservare il suo antico fronte a mare e l’elevato delle case sino al secondo piano, ma anche quella di aver preservato il legno come materiale di costruzione, di arredo e non solo. Ragione per cui il Palazzo reale diventerà, da domani e per tutto il 2023, uno dei centri espositivi di maggiore interesse nel panorama culturale nazionale e internazionale.
Il grande impegno messo in campo dalla Città Metropolitana, nell’ambito della preziosa sinergia istituzionale creatasi con il Dipartimento di Agraria dell’Università Federico II di Napoli, il Centro Musa e la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Napoli ha portato alla realizzazione di importanti lavori di restauro per la valorizzazione del patrimonio architettonico e storico-artistico del complesso monumentale, che è oggi tra i più splendidi esempi in Europa di residenza estiva della famiglia reale borbonica, e altri interventi sono in cantiere, come quelli per il restauro delle facciate lato Nord verso Portici e lato Sud verso Ercolano. Ed è grazie a questo grande sforzo che oggi, con questa Mostra, comincia l’era in cui la Reggia di Portici si apre al mondo e ritrova la sua funzione originaria di polo museale e di attrattore culturale e turistico per tutto il territorio”.

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