Trieste, 25/01/2002 - Prove de "La Notte" di Elie Wiesel - Foto Luca d'Agostino ©

Museo della risiera di San Sabba: l’evento teatrale “La Notte” si Elie Wiesel

Martedì 19 settembre e, in seconda replica, mercoledì 20 settembre 2023 alle ore 21 nel cortile interno del Monumento Nazionale della Risiera di San Sabba a Trieste si terrà l’evento teatrale La Notte, prodotto da Archivio Zeta e tratto dal romanzo autobiografico La Nuit di Elie Wiesel, sopravvissuto alla Shoah e premio Nobel per la pace 1986.

La speciale iniziativa fa parte del programma culturale 1943-2023. Trame intrecciate di memoria, promosso dal Comune di Trieste – Assessorato alle Politiche della Cultura e del Turismo in occasione degli ottantesimi anniversari che ricorrono quest’anno, dall’Armistizio dell’8 settembre alla partenza del primo convoglio di deportati razziali da Trieste il 7 dicembre. Gli eventi sono realizzati dal Museo della Risiera di San Sabba – Monumento Nazionale con il contributo del Ministero della Cultura.

LA NOTTE

da La Nuit di Elie Wiesel (Éditions de Minuit), traduzione di Daniel Vogelmann (Editrice La Giuntina), drammaturgia e regia di Gianluca Guidotti ed Enrica Sangiovanni con Diana Dardi, Pouria Jashn Tirgan, Giuseppe Losacco, Andrea Maffetti, Enrica Sangiovanni, Giacomo Tamburini con la partecipazione in video di Elie Wiesel, riprese di Gianluca Guidotti, Francesco Lagi, Stefano Tognarelli, montaggio ed editing video di Federica Toci, Andrea Sangiovanni, una produzione Archivio Zeta.

Progetto teatrale multimediale ideato da Archivio Zeta, La notte è tratto dal romanzo autobiografico di Elie Wiesel, deportato con la sua famiglia ad Auschwitz, dove morirono la madre e la sorella minore, e poi a Buchenwald insieme al padre, che qui morì poco prima che il campo venisse liberato. Tradotto in oltre trenta lingue, La Nuit è fra le testimonianze più importanti sulla Shoah e, al contempo, una riflessione profonda sull’esistenza di Dio. Elie Wiesel, fondatore dello United States Holocaust Memorial Council e Premio Nobel per la Pace 1986, ha autorizzato per la prima volta l’adattamento teatrale del suo romanzo e ha collaborato al progetto di Archivio Zeta leggendo, nell’inserto video dello spettacolo, alcune delle parti più sconvolgenti.

La Notte, dopo numerosi successi in Italia, arriva per la prima volta nella Regione Friuli Venezia Giulia.

Ingresso libero. Posti limitati.

È consigliata la prenotazione all’indirizzo risierasansabba@comune.trieste.it.

In caso di maltempo lo spettacolo si terrà nella Sala delle Commemorazioni.

Informazioni
www.risierasansabba.it
www.archiviozeta.eu
risierasansabba@comune.trieste.it

La notte – Note di regia

«Così cerchiamo di prendere un po’ di Silenzio, poche Parole e parliamo». È questo l’incipit, in video, dello spettacolo teatrale di Archivio Zeta. Non proprio uno spettacolo, forse un’ipotesi, per raccontare la materia indicibile de La notte. Gli attori danno voce alle Parole del Silenzio di Elie Wiesel. Come un’orchestra, fanno le prove, tengono gli spartiti in mano, perseguono un canone monodico. Sei attori che agiscono nello spazio tragico bianco, come ombre rievocate dalla memoria, come scintille che illuminano le parole. Sei attori più un testimone depongono in questo processo alla Storia, al buco nero del Novecento. Lo spazio è il foglio manoscritto in yiddish della prima pagina di E il mondo taceva, prima stesura de La notte, tagliata dagli editori, che lo stesso Wiesel ha riscritto per Archivio Zeta: «In principio fu la fede, puerile; e la fiducia, vana; e l’illusione, pericolosa. Credevamo in Dio, avevamo fiducia nell’uomo e vivevamo nell’illusione che, in ciascuno di noi, fosse deposta una scintilla sacra della fiamma della shekhinah, che ciascuno di noi portasse negli occhi e nell’anima un riflesso dell’immagine di Dio. Questa fu la fonte se non la causa di tutte le nostre disgrazie». Elie Wiesel è il settimo braccio della Menorah, il candelabro simbolo della religione ebraica, è il fuoco centrale della performance. Gli attori sono i bracci di questo candelabro immaginario e applicano, insieme a Wiesel, il solfeggio: il silenzio, le parole, il vuoto, il gesto.

Elie Wiesel

Elie Wiesel nasce nel 1928 a Sighet, in Transilvania (oggi zona della Romania al confine con l’Ucraina). Ha quindici anni quando, con la sua famiglia, viene deportato dai nazisti ad Auschwitz. Sua madre e la sorella minore muoiono, le due sorelle maggiori si salvano. Elie e suo padre vengono successivamente portati a Buchenwald, dove il padre muore poco prima che il campo venga liberato nell’aprile del 1945. Dopo la guerra studia a Parigi e diviene giornalista. Un’intervista con François Mauriac lo persuade a scrivere delle sue esperienze nei campi di sterminio. Il risultato è La notte, apprezzato in tutto il mondo e tradotto in più di trenta lingue. Nel 1978 il Presidente americano Jimmy Carter lo nomina responsabile della Commissione sull’Olocausto e nel 1980 Wiesel fonda lo United States Holocaust Memorial Council. È, inoltre, fondatore dell’Accademia Universale delle Culture di Parigi. Molte le cause che difende con grande tenacia: ebrei russi, indios Miskito del Nicaragua, desaparecidos argentini, rifugiati cambogiani, curdi, vittime della fame in Africa e dell’apartheid in Sud Africa, vittime della guerra nell’ex Jugoslavia. Dal 1976 è professore di Scienze umane presso la Boston University. Autore di più di quaranta libri, riceve per la sua attività letteraria e a favore dei diritti umani numerosi riconoscimenti, fra cui nel 1986 il Premio Nobel per la Pace. Pochi mesi dopo, insieme alla moglie Marion, fonda la Elie Wiesel Foundation for Humanity.

Muore a New York nel 2016.

Archivio Zeta

Archivio Zeta è un’associazione fondata nel 1999 da Gianluca Guidotti ed Enrica Sangiovanni, autori e produttori indipendenti di lavoro culturale. Nel 2003 hanno ideato il Progetto Linea Gotica mettendo in scena tragedie di Eschilo, Sofocle, Karl Kraus, Pier Paolo Pasolini al Cimitero Militare Germanico della Futa, il più grande sacrario tedesco in Italia, sull’Appennino tosco-emiliano. Tra le opere messe in scena segnaliamo: I Persiani di Eschilo, Antigone di Sofocle, Orestea di Eschilo (2010-2013): Agamennone, Coefore, Eumenidi. Questo progetto ha ottenuto l’Alto patronato del Presidente della Repubblica ed è stato portato anche in altri luoghi di Memoria: Montesole/Marzabotto, Sant’Anna di Stazzema, Asiago. Archivio Zeta ha inoltre prodotto il Progetto sulla Shoah La Notte di Elie Wiesel (2002), costituito da uno spettacolo teatrale e dal film Viaggio nella Notte a cui ha collaborato il premio Nobel per la Pace Elie Wiesel leggendo alcuni brani della sua testimonianza. Ha ideato e prodotto con la Scuola di Pace di Monte Sole La Zona Grigia da Primo Levi. Per il Centenario della Prima guerra mondiale debutta nel 2014 Gli ultimi giorni dell’umanità di Karl Kraus. Dal 2014 al 2016 ha avuto un’intensa collaborazione con il Volterra Teatro Festival realizzando progetti teatrali e laboratori con la cittadinanza. Nel 2014 vince il Premio Rete Critica. Dal 2014 la sede organizzativa si è spostata a Bologna dove collabora con il Comune di Bologna alla programmazione di spettacoli e rassegne estive all’interno di Bologna Estate e del calendario delle attività culturali e con ERT Emilia Romagna Teatro Fondazione realizzando progetti residenziali di produzione e di lavoro educativo con le scuole. Nel 2019 ha ideato e diretto il progetto Nidi di ragno per la Regione Emilia Romagna/Memoria del ‘900. Dal 2019 al 2021 ha debuttato al Teatro delle Moline di Bologna e successivamente al Cimitero Militare Futa Pass il progetto triennale Topografia Dostoevskji. Nel 2022 debutta la prima parte del progetto triennale dedicato a La montagna incantata di Thomas Mann e nel 2023, nell’ambito di una residenza artistica volta alla rigenerazione di Villa Aldini di Bologna, debutta Baccanti di Euripide.



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