by admin admin Nessun commento

Ricordiamo, con una punta di malinconia, un’attrice di grande spessore del cinema italiano. Il 31 maggio 1921 nasceva a Pola, città ora croata ma che dal 1331 sino al 1797 fu parte dei territori della Serenissima Repubblica di Venezia, Alida Valli, il cui vero nome era Alida Maria Altenburger von Marckenstein und Frauenberg . Alida viene tuttora riconosciuta come una più grandi interpreti del cinema italiano anche a livello mondiale. Apprezzata internazionalmente sia per la sua bravura che per la sua grande bellezza, Alida iniziò la sua attività cinematografica dopo i corsi del Centro sperimentale di cinematografia ed esordì giovanissima sul grande schermo, interpretando fin dall’inizio ruoli da protagonista.
Veniva definita l’attrice che sapeva “parlare al cuore” della gente, questo grazie anche a ben tre film realizzati, negli anni Quaranta, con il regista Mario Mattoli. Ma interpretò anche ruoli davvero drammatici come quello di Manon in ‘”Manon Lescaut” del 1940 di Carmine Gallone e, a seguire, come protagonista di ”Piccolo mondo antico” del 1941 di Mario Soldati nel ruolo di Luisa. Questa interpretazione le valse un premio speciale, al Festival del Cinema di Venezia, concesso dal conte Giuseppe Volpi come miglior attrice italiana dell’anno.
Non ebbe comunque una vita fatta di rose e viole. Lutti in famiglia e la censura, durante il periodo fascista la segnarono, e non poco.
Ottenne il nastro d’argento come miglior attrice e questo premio le venne consegnato a Los Angeles dove era stata chiamata dal produttore Selznick, che intendeva farne la “Ingrid Bergman italiana” e le aveva offerto un contratto settennale.
Negli U.S.A. ebbe ruoli in vari vilm tra cui “Il caso Paradine” in cui recitò accanto a Gregory Peck, ed ancora “Il miracolo delle campane” in cui si trovò in coppia con Frank Sinatra, ed “Il terzo uomo” con giganti quali Joseph Cotten ed Orson Welles.
Tornata in Italia fu decisamente voluta da Luchino Visconti per il magnifico “Senso del 1954. Lavorò anche con il ferrarese Michelangelo Antonioni, con Gillo Pontecorvo e Pier Paolo Pasolini.
Ebbe una grande ripresa negli anni settanta lavorando con personaggi del cinema mondiale del calibro di Valerio Zurlini, Alain Delon, Mario Bava e Giuseppe Bertolucci. Da non dimenticare anche, in anni più recenti, le sue grandi apparizioni con Roberto Benigni e due ruoli davvero importanti con Dario Argento, in Suspiria (1977) e Inferno (1980). Sempre nel 1980 fu protagonista nello sceneggiato televisivo L’eredità della priora di Anton Giulio Majano. Ottenne, meritatamente, il Gamajun International Award nel 1990, il David di Donatello alla carriera nel 1991 e il Leone d’oro alla carriera al Festival di Venezia nel 1997.
Nel 2004, la Croazia decise di premiarla come grande artista croata, ma lei rifiutò il premio affermando: “Sono nata italiana e voglio morire italiana”. Ancora io mi emoziono per patrio orgoglio…
Purtroppo non ebbe grandi fortune economiche negli ultimi anni di vita e ci lasciò il 22 aprile 2006, all’età di 84 anni a Roma.
Nel 2020 il regista Mimmo Verdesca realizza un film documentario sulla sua vita, Alida, il primo mai realizzato su di lei, prodotto da Kublai Film e Venicefilm, in associazione con Istituto Luce Cinecittà, in collaborazione con Rai Cinema. “Alida” vede la partecipazione di Giovanna Mezzogiorno, Roberto Benigni, Charlotte Rampling, Vanessa Redgrave, Dario Argento, Bernardo Bertolucci e molti altri. Il film è stato selezionato ufficialmente al Festival di Cannes nella sezione Cannes Classics 2020 ed è stato presentato in anteprima alla Festa del Cinema di Roma 2020.

A lei il mio saluto…. Ovunque tu sia, Alida, grazie per esserci stata…

Antonio Vaianella

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *