Il mondo sportivo di Natalia Mastrota, la sua montagna

Donna di determinazione, organizzazione, concentrazione, tempo, limiti, competenze, famiglia con il comune denominatore: la montagna.

Chi è Natalia Mastrota, donna, moglie, madre e atleta di Ski Alp del Team Vibram e Ultratrail

Va da sé che sia la figlia di Natalia Estrada e Giorgio Mastrota. Di questo non si nasconde, ne parla, ma Natalia Mastrota è conosciuta e vuole essere riconosciuta per essere una mamma che riesce a conciliare il mondo famiglia ed il mondo sport “ultra”.

Obiettivo sportivo da Ski Alp: ad inizio stagione l’obiettivo era quello di correre le Gran Course di Sci Alpinismo come il Mezzalama con 2 ragazze americane del Team Vibram, ma vuoi la neve che scarseggiava, e qualche acciacco, è stata quasi subito Corsa.

Un’Infiammazione al ginocchio che le ha impedito di sciare, la stagione agonistica di Natalia inizia con le gare di corsa di trail concentrandosi sul circuito delle gare lunghe.

Una stagione Switch dallo SKi Alp al Trail , stringendo il tempo per lo sci alpinismo addentrandosi nel Trail . Marzo Aprile le due discipline si sovrappongono .

Facciamo Emergere Natalia

“Mi distinguo perchè sono una mamma a tempo pieno, ma seguo le mie passioni avendo i bambini, io atleta e mio marito guida alpina. Per riuscire a fare tutto c’è bisogno di tanta organizzazione.

Sono molto organizzata: piuttosto vado ad allenarmi all’una di notte ma vado ad allenarmi.
Cerco di fare anche tante cose con i bambini, coinvolgendoli nella natura. Io sono accompagnatore di media montagna e quindi nel futuro farò la guida come mio marito.”

Gare lunge, emozioni, testa, strategia, tempo 

“Con gli anni ho capito che sono una atleta da “gara lunga”, mi piace proprio stare ad allenarmi tante ore, dall’alba alla sera. La gara lunga mi da emozioni. Vivo moltissimi stati d’animo in poche ore, caratteristica che non puoi vivere in una vita normale così intensamente.
Dall’anno scorso che ho fatto le prime gare da 100 km, ho capito come funziona,  ho saputo come organizzare il mangiare, come organizzare chi ti segue. Una delle cose che mi piace molto è l’essere seguita dalla famiglia durante la gara, da un ristoro all’altro. Per esempio durante la notte mi da la forza di arrivare da un punto all’altro perchè so che li mi aspetta o mio marito o mio papà. Per me è un punto di arrivo. Sulle gare lunghe non mi concentro sui chilometri ma sui ristori perchè so che mi aspetta qualcuno, quindi prendo pezzo per pezzo, come se spezzassi la gara in 10  e penso solo al punto dopo.”

Queste emozioni, sono sempre gli stessi, si ripetono?

“I primi 30- 40 chilometri di gara sono durissimi, arrivo al 50esimo di gara dove penso a quanto mi manca, gli ultimi 10 chilometri invece sono di gioia. Durante una gara così lunga cambia molto anche il clima, magari parti la mattina presto che fa freddo, di giorno trovi 30 gradi e poi la notte magari piove e fa freddo. Passi da stati d’animo anche in base al tempo, dal sole alla tempesta. Nelle gare così lunghe attraversa quasi sempre il momento di ritirarsi almeno una volta perchè è molto più dura mentalmente che fisicamente. Dopo un po’ le gambe vanno da sole. Al chilometro 70 ne puoi fare 100 o 120 e non cambia nulla fisicamente, poi conta tanto la testa. Anche il fatto che dopo metà gara i concorrenti iniziano a superarti perchè sei più stanco è un tema, poi diventa una strategia.
Queste gare mi piacciono perchè ci vuole molta STRATEGIA, nel senso che tu puoi partire piano e poi decidi quando spingi.”

TU FAI ANCHE ALLENAMENTO MENTALE PER AVERE QUESTO APPROCCIO?

SOPRATTUTTO NELLA PERCEZIONE DEL TEMPO

“Adesso io mi alleno con una ragazza fortissima brasiliana che ha 43 anni, lei faceva solo gare lunghe, ora è a fine carriera, e mi aiuta tanto allenarmi con lei per l’approccio a queste lunghe distanze.

Poi devo dire che mi concentro molto anche su cosa devo mangiare durante la gara mi permette di concentrarmi e mi aiuta a fare passare il tempo. Passo 15 ore senza musica, senza niente e non mi annoio, che per molti è impossibile, per me le gare di 15 ore le percepisco come fossero 4 ore, e quindi è strano anche a livello mentale.”

TI SENTI PIU’ DA SCI ALPINISMO O ULTRA TRAILER? LA GARA E’ SUPERARE TE STESSA

 “A me piacciono tutti gli aspetti della Montagna.

In sè io non sono molto competitiva La mia gara è SUPERARE ME STESSA, PIUTTOSTO CHE GLI ALTRI. Non ho stress. Guardo il mio tempo.

Le gare di Trail sono più il mio. Lo Sci Alpinismo una volta erano gare più lunghe. Adesso sono più improntati su Sprint e molti cambi di set upt. Io sono più da lunghe distanze, ho bisogno di una salita lunga. Per quello mi piacciono le Gran Course.

Invece nel trail ora il circuito è molto competitivo, adesso è partito il boom. Adesso bisogna correre forte. Come lo Sci Alpinismo di tanti anni fa,
Una cosa che mi piace molto del Trail è che ci sono tante gare in posti nuovi.
Croazia, Sudafrica, posti bellissimi.
Una cosa che mi piace fare molto d’estate mi piace molto scalare

Quale la storia di NATALIA PERSONA

 “Sono nata a Milano, grazie ai weekend milanesi andavamo a Gressoney, vivo in montagna. Mio papà era molto appassionato, ora vive a Bormio.
Gressoney è il mio posto preferito.
Ho iniziato a fare sci Alpinismo a 13 anni, con un gruppo a Bormio, lo sci alpinismo era sport d’elite. Ero nei cadetti, poi sono entrata in nazionale e mi piaceva la Sprint, ed ora non la posso vedere!.

Da li mi sono appassionata. E mi sono sempre piaciuti i percorsi lunghi. 

Le gare le ho sempre fatte anche prima con i cavalli perchè a mamma piacevano i cavalli.
Fino a 17 anni ODIAVO CORRERE. HO DEI RICORDI DI MILANO AL PARCO LAMBRO QUANDO DOVEVO FARE LE RIPETUTE ED ODIAVO CORRERE e mio padre mi aiutava 

Poi ho iniziato a fare dei Trail corti.
Questa cosa di fare le gare senza risultato mi ha portato ad amare questo sport.”

IL TUO FILM

“Nat to the summit, l’idea è di fare un film ogni due anni. Il primo fatto nel 2022, uno ogni due anni. Partendo dal mare arrivando ad una montagna, combinando bici, corsa ed arrampicata. 
Riprendendo ciò che ha fatto Nico Valzese al maschile, l’idea è di raccontare la mia storia. 

Il primo lo abbiamo fatto a Jijòn nelle Asturie partendo da casa di mia mamma, fino alla montagna più alta. Lo abbiamo messo su Amazon e la diffusione verrà fatta negli Sport Specialist, poi con Vibram Film Festival lo presenteremo.

Il prossimo racconto sarà da Venezia alle 3 Cime di Lavaredo perchè mia nonna è veneziana ed andava in vacanza sulle Dolomiti.
Quindi siamo passati dai miei nonni spagnoli a quelli italiani.”

SE DOVESSI DARE UN CONSIGLIO AI GIOVANI D’OGGI

“Io direi di prendersela con calma e leggerezza, per conoscere questi sport ci vuole una crescita personale e devi avere la testa già formata per questo sport e resistenza.

Viverlo come una passione.

La cosa più importante è avere continuità nelle cose

Credere molto nel Processo. I giovani vogliono le cose subito. 

Una delle cose più importanti è il rapporto con l’allenatore, mi devo fidare al 100% e credere nel cammino e nel processo.”

Partecipa alla discussione