Dal prossimo 23 marzo al 21 luglio, Palazzo dei Diamanti ospiterà una grande mostra dedicata ad Escher

Dal 23 marzo al 21 luglio 2024 le sale espositive del Palazzo dei Diamanti di Ferrara accoglieranno per la prima volta le opere di Escher, artista geniale e visionario, da sempre amato dai matematici e riscoperto dal grande pubblico in tempi relativamente recenti.

Nato nel 1898 a Leeuwarden in Olanda, Maurits Cornelis Escher ha conquistato l’apprezzamento di milioni di visitatori grazie alla sua straordinaria capacità di trasportarli all’interno di mondi immaginifici e apparentemente impossibili.
Nelle creazioni del grande maestro olandese, che ha vissuto in Italia fra le due guerre, confluiscono innumerevoli temi e suggestioni: dai teoremi geometrici alle intuizioni matematiche, dalle riflessioni filosofiche ai paradossi della logica.
Le sue inconfondibili opere, che hanno influenzato anche il mondo del design e della pubblicità, sono una sfida alla percezione e rappresentano un unicum nel panorama della storia dell’arte di tutti i tempi.

La mostra ESCHER è organizzata da Arthemisia, Fondazione Ferrara Arte e Servizio Musei d’Arte del Comune di Ferrara, in collaborazione con la M. C. Escher Foundation e Maurits ed è curata da Federico Giudiceandrea, uno dei più importanti esperti dell’artista, e Mark Veldhuysen, presidente della M.C. Escher Foundation.

Le parole del sindaco Alan Fabbri all’inaugurazione della mostra:

È con grande piacere che vedo crescere, giorno dopo giorno, un forte interesse da parte della comunità nei confronti di questa nuova e importante mostra ospitata a Palazzo dei Diamanti.

Quella dedicata a Escher, per la prima volta a Ferrara dal 23 marzo al 21 luglio, è la rassegna che chiude e racchiude quanto è stato realizzato dal Comune di Ferrara in cinque anni di iniziative, volte a rendere ancor più attrattiva e vitale la città anche per gli amanti dell’arte e della cultura.

Un lavoro svolto sempre in stretta e proficua sinergia con l’assessore alla Cultura Marco Gulinelli e il presidente della Fondazione Ferrara Arte Vittorio Sgarbi e il direttore Pietro Di Natale, che ringrazio, con l’obiettivo di realizzare mostre che fossero accessibili a un pubblico più trasversale, che potessero davvero parlare a tutti, tenendo allo stesso tempo altissima la qualità che contraddistingue le rassegne di Ferrara, storicamente apprezzate e conosciute in tutto il mondo.

I numeri parlano chiaramente: sono stati quasi 1 milione e 200 mila i visitatori nei musei e negli spazi espositivi del Comune di Ferrara (da luglio 2019 a gennaio 2024). Sono 53 le mostre realizzate in questi 5 anni, rispetto al passato ospitate diffusamente in più spazi espositivi della città, anche contemporaneamente: Castello Estense, Palazzina Marfisa d’Este, Museo Schifanoia, Biblioteca Ariostea, Casa Ariosto, Padiglione d’Arte Contemporanea, Palazzo Bonacossi e, non da ultimo, Palazzo dei Diamanti.

Tutto questo nonostante i difficilissimi e durissimi anni della pandemia, che hanno pesantemente inciso anche nell’offerta culturale ferrarese. Nonostante ciò, nulla è stato interrotto, anzi, è stato potenziato. La programmazione è stata volutamente ricca e diversificata, e ha spaziato dall’arte antica a quella moderna e contemporanea, con un occhio di riguardo rivolto ai grandi artisti ferraresi.

Abbiamo voluto approfondire e far conoscere la nostra importante tradizione artistica. Un’indagine rivolta al passato – come con la mostra di successo Rinascimento a Ferrara. Ercole de’ Roberti e Lorenzo Costa, vista da oltre 70mila persone. Una ricerca che arriva fino al Novecento, con l’ampio progetto di riscoperta dei grandi maestri ferraresi del secolo scorso: Gaetano Previati, Giovanni Battista Crema, Arrigo Minerbi e Achille Funi.

Di successo sono state anche le mostre d’arte contemporanea – come quella su Banksy che nel 2020, in pieno Covid, ha raggiunto gli oltre 65mila visitatori – e le mostre fotografiche, come quella con i capolavori di Guido Harari nel 2023. Queste hanno riaperto Palazzo dei Diamanti anche d’estate: non si faceva da oltre vent’anni.
È stata potenziata la comunicazione, anche con azioni di videomapping sugli edifici più suggestivi della città. Alcuni spazi espositivi sono stati oggetto di un’importante opera di riqualificazione e restauro, come Palazzo dei Diamanti, chiuso per quasi 2 anni e ora restituito alla città più funzionale. Presto a Ferrara sorgerà lo Spazio Antonioni, museo permanente che celebrerà il grande regista ferrarese Michelangelo Antonioni, premio Oscar alla carriera.

E arriviamo a Escher. Ho conosciuto la sua stupefacente arte nel 2015, durante un’esposizione al Palazzo Albergati di Bologna. Rimasi profondamente colpito dal meraviglioso mondo e dalla fantasia eclettica di questo artista che chiameremmo “pop”. I suoi disegni compaiono nelle copertine dei libri e dei dischi, sono riprodotte sulle magliette. Escher affascina tutti e in questo è trasversale.

Ritrovare ora il lavoro di questo artista in mostra a Ferrara, in uno dei templi sacri dell’arte, è davvero un’emozione grande. Le geometrie che caratterizzano Palazzo dei Diamanti offrono al visitatore ulteriori elementi per apprezzare i disegni di Escher. I giochi di luci e ombre, di pieni e vuoti, di forme e linee diventano un rimando infinito, amplificato dalla magia dell’edificio che li ospita. Palazzo dei Diamanti sembra essere il luogo perfetto per celebrare il genio creativo di quest’uomo straordinario. Con questa mostra, non sarà più lo spazio che conosciamo. Sarà un Palazzo dei Diamanti “trasfigurato”, familiare e al contempo nuovo e conturbante.

Per la prima volta, in più, durante la mostra, i Diamanti ospiteranno per le prime tre settimane dopo la fine della scuola un centro estivo rivolto ai bambini dai 6 ai 12 anni. Sarà un’esperienza inedita e straordinaria, che farà conoscere ai giovani partecipanti l’arte e il patrimonio culturale cittadino.

Ringrazio tutti coloro che hanno lavorato e reso possibile questa rassegna: Arthemisia, la Fondazione Ferrara Arte e il Servizio Musei d’Arte del Comune di Ferrara, la collaborazione della M.C. Escher Foundation e Maurits, i curatori Federico Giudiceandrea e Mark Veldhuysen, e il sostegno dei partner.

Questa esposizione racchiude un altro tesoro. Insieme all’universo straordinario di Escher, grazie all’intuito di Vittorio Sgarbi, si potrà ammirare anche la mostra dossier “Mirabilia Estensi”, un viaggio attraverso opere d’arte uniche come i cofanetti istoriati “in pastiglia”, in una scenografica ambientazione arricchita dalle fotografie di Wunderkammer di Massimo Listri.

Invito tutti i cittadini e i visitatori a lasciarsi accompagnare dallo stupore che queste “camere delle meraviglie” possono offrire.





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